Campanò

Campanò, pubblicato nel 2002, segna un traguardo importante nella storia del coro: i primi 10 anni di attività.

Innanzitutto il brano che dà il titolo al disco ha una genesi particolare: si rifà a un’antica tradizione della Valle dell’Agno secondo la quale nelle festività mariane o in onore del patrono il campanaro suonava “a campanò”, ovvero saliva sul campanile e suonava le campane tirando delle corde con le mani e un piede e in questo modo creava una semplice melodia costruita su 3 sole note.

Mario Lovato prese contatto con uno degli ultimi campanari in vita depositari di quella tradizione, tramandata oralmente e ai giorni nostri ormai perduta, e trascrisse insieme a lui la melodia del “campanò”, che poi è entrata a far parte dell’omonimo brano corale.

Oltre ad altri 3 brani di Mario Lovato, in particolare “Giuliana”, uno dei suoi pezzi di maggiore successo e più amati dai coristi stessi, ben un terzo del repertorio di questo CD è costituito da canti conosciuti grazie agli scambi con cori stranieri, che in quegli anni si susseguono ininterrotti: da “Dana-dana”, una focosa danza ungherese, appresa non senza qualche difficoltà in lingua originale, al canto popolare catalano “El Rossinyol”, da “Bēdu manu, lielu bēdu”, canto tradizionale lettone, a “Shalom aleichem”, del compositore israeliano Gil Aldemá. E poi ancora un gioioso spiritual come “Free at last” e l’intramontabile canzone di Elvis Presley “Can’t help falling in love”.
Ancora, fra le 18 tracce del disco troviamo alcuni brani di ispirazione sacra e per la prima volta due brani natalizi: “Pastori” di De Marzi e “Natale di Festa” di Mario Lovato.

campano gruppo corale maranina

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